LA PREALPINA
2015-03-06 13:59:48
Faccio da mamma a Scamarcio

Eliana Miglio al cinema in "Nessuno si salva da solo": "Che bello invecchiare per finta"
di Diego Pisati


Eliana Miglio per la prima volta madre al cinema. Non proprio di un figlio qualsiasi perché lui è Riccardo Scamarcio. Meglio, Gaetano, che con Delia (Jasmine Trinca), costituisce il personaggio principale  di "Nessuno si salva da solo", da ieri nei cinema.
"Sono Serena - spiega Eliana - un ruolo minore del quale però vado molto fiera. Ancora di più dopo aver visto il film che ho trovato bellissimo".
Uscito per Universal, diretto da Sergio Castellitto, è tratto dal romanzo omonimo di Margaret Mazzantini.
Servito da un cast importante, composto anche da Anna Galliena, Massimo Bonetti, Massimo Ciavarro, Renato Marchetti e Valentina Cervi, la Desdemona dell Otello siciliano di Luigi Lo Cascio applaudito recentemente al UCC Teatro di Varese, il film ruota attorno a due giovani innamorati che, dopo essere diventati genitori entrano in crisi e si separano.
"Gaetano, spiega Eliana Miglio che torna sul grande schermo a un anno di distanza dal "Pretore" in cui interpretava una contessa difficile da dimenticare, è uno sceneggiatore televisivo un po frustrato dal rapporto col padre (Bonetti) che non gli ha certo trasmesso autostima. La mia Serena è una fricchettona, una figura interessante".
Una parte fortemente voluta.
"Mi sono innamorata subito del personaggio. Sono arrivata al provino determinatissima. Si aspettavano che mi proponessi per un altro ruolo ma avevo in mente questo. Che bello invecchiarsi per esigenze di copione. oltretutto nel film la vicenda si snoda lungo un arco di 10 anni".
Da parte sua parole di elogioper tutti, dal regista a Scamarcio e un giudizio estremamente lusinghiero su Jasmine Trinca, "Bravissima attrice e persona speciale. In "Nessuno si salva da solo" non ha un personaggio di quelli destinati a catturare immediatamente la simpatia del pubblico. Ed è proprio in quelle circostanze che si può capire quanto uno vale. Lei vale molto".


GRAZIA
2015-03-05 10:30:21
UN FIGLIO CHIAMATO SCAMARCIO

Al cinema Eliana Miglio interpreta la madre del sex symbol. E a Grazia racconta del loro rapporto "occhi negli occhi".

Di Claudia Catalli



"Un Jazzista, l uomo più rispettoso delle donne di tutto il cinam italiano". Così Eliana Miglio, attrice, descrive Sergio Castellitto che l ha diretta in "Nessuno si salva da solo" (nelle sale). Nel film, tratto dal romanzo omonimo di Margaret Mazzantini, Eliana è la madre di Riccarco Scamarcio.

D.: Che tipo di donna è Serena, la ex hippy che interpreta?
R.: Una della mia generazione, con un passato pesante tra guai e problemi di salute. In comune abbiamo l essere senza maschere: attraverso il cuore e gli affetti Serena salva se stessa, convinta che se ci si ama, nulla sarà mai grave. Anche io ci credo.

D.: Come ha fatto a costruire un rapporto madre-figlio con Riccardo Scamarcio?
R.: è stato stimolante provarci. Non ci somigliamo molto, quindi abbiamo puntato tutto sul rapporto "occhi negli occhi", come si fa quando si ama tanto il proprio figlio, specie se maschio.

D.: Lei ha anche girato e interpretato un corto sulla maternità, o meglio sulla scelta di diventare madre: Inside. Come è ndata l idea?
R.: L ho fatto per istinto, è un regalo che volevo fare a me e alle donne per dire: "Teniamoci la mano, raccontiamoci". Senza essere sposata, ho avuto un figlio da giovane, Andrea, che oggi ha 27 anni. Mi è andata bene, ma ho visto tante amiche in crisi. Quando una donna rimane incinta, vive un momento cruciale, di estrema fragilità. Ed è già madre".



VANITY FAIR
2015-03-04 17:26:30
NIENTE MALE I CAPELLI GRIGI
Per interpretare in un nuovo film la madre di Riccarco Scamarcio, ELIANA MIGLIO si è trasformata in una hippie che non ha paura di invecchiare. Perché "a 50 anni le ragazze cambiano. In meglio"
di PAOLA JACOBBI

vanity fair - jacobbi - eliana miglio - nessuno si salva da solo

Qualche mese fa, ho incontrato Eliana Miglio a una festa a ROma. Non portava i capelli sciolti e perfettamente curati come di abitudine. Indossava un turbante rosso e sembrava un personaggio uscito da un romanzo di Fitzgerald. DOveva tenere la chioma nascosta, mi disse, per via di un film.
Il film, che esce il 5 marzo, è "Nessuno si salva da solo", tratto da un romanzo di Margaret Mazzantini e diretto dal marito della scrittrice, Sergio Castellitto.
Eliana interpreta Serena, la madre di Riccardo Scamarcio, il protagonista.
Nella storia è una ex hippie ed ex tossicodipendente che porta i capelli al naturale, cioè striati di grigio.
Per Eliana, le tre settimane di lavorazione hanno significato anche questo: vedersi invecchiata. E non è stato traumatico come si potrebbe pensare, anzi.
"Per la prima volta mi sono detta che le occhiaie e i segni del tempo avevano un senso creativo", racconta. "E i capelli grigi, in fondo, non mi dispiacevano. Del resto, mi avvicino ai 50 (li compirà in luglio, ndr) e questa è l età in cui le donne della mia famiglia hanno avuto una svolta interessante nella loro vita".
A cinquantanni, la nonna materna, lituana, imparò a nuotare e ad andare in bicicletta, la madre si laureò in psicologia e la sorella diventò Assessore all Urbanistica di Luino, la piccola città in Provincia di Varese in cui anche Eliana è cresciuta.
Anche per l attrice di famiglia sembra esserci un nuovo inizio, dopo una carriera nel cinema che lei definisce "da jazzista". Oltre a ottenere il ruolo nel film di Castellitto, ha debuttato come regista, scrivendo e dirigendo il cortometraggio sulla maternità "inside" con Nathalie Rapti Gomez.
"Sono una attrice che ha iniziato per caso, in alcuni periodi ho lavorato di più, in altri meno o per niente. Arrivavo, sparivo, tornavo", racconta. "Non sono mai stata particolarmente ambiziosa nè sistematica".
Ambiziosa no, ma perfezionista sì. Ai suoi esordi, Eliana aveva una erre moscia fortissima (in uno dei suoi primi film, "Il muro di gomma" di Marco Risi, allora suo compagno e padre di suo figlio, la prendevano in giro) di cui, dopo molti esercizi correttivi non esiste più traccia.
Al provino per il film di Castellitto si è presentata vestita da hippie, per entrare meglio nella parte, con addosso un caftano comprato in India, durante un viaggio in cui aveva accompagnato il figlio, Andrea Miglio Risi, quando il ragazzo, che adesso ha 27 anni, girava Lezioni di volo di Francesca Archibugi.
Eliana è diventata madre giovanissima. "Una eccezione, rispetto alle altre donne della mia età che in genere hanno avuto figli intorno ai 40 anni. è successo a molte colleghe attrici, da Monica Bellucci a Margherita Buy. Siamo una generazione di eterne ragazze. Poi un giorno ti svegli e una ragazza non sei più, ma non è poi così male!".


LA STAMPA
2013-10-26 16:57:16
PIERO CHIARA
RITORNO AL PICCOLO MONDO ETERNO DELLA PROVINCIA

A cento anni dalla nascita un suo romanzo di nuovo al cinema.
IL PRETORE, ambientato negli Anni 30, storie di vizi sempre attuali.

di Simonetta Robiony
la stampa- il pretore- piero chiara- eliana miglioErano più di trenta anni che non si girava un film da un libro di Piero CHiara, autore amatissimo dal pubblico per i suoi ritratti di provincia comici ma eleganti. Eppure dai suoi racconti erano nati nel 1970 VENGA A PRENDERE IL CAFFE DA NOI di Alberto Lattuada con Ugo Tognazzi, ormai un classico, poi IL PIATTO PIANGE di Paolo Nuzzi, nel 1976 LA STANZA DEL VESCOVO di Dino Risi ancora con Tognazzi e con ornella Muti, IL CAPPOTTO DI ASTRAKAN di Marco Vicario, ultimo, nel 1980.
A cento anni dalla nascita un romanzo di Piero Chiara torna al cinema per la volontà di due giovani produttori, Valentina Di Giuseppe e Massimiliano Leone, che, crisi o non crisi, hanno deciso di provarci per passione.
Ecco dunque per la regia di Giulio Base IL PRETORE, piccolo affresco di costume ambientato negli anni che precedono l'ultima guerra, tra il 1937 e il 38 con francesco Pannofino, indimenticabile in BORIS e in NERO WOLFE, nel ruolo di protagonista, un pretore di scarsa importanza dagli straordinari appetiti sessuali, seduttore seriale per modo di dire, visto che le donne gli si concedono in cambio di favori, presuntuoso autore teatrale di opere senza alcun successo, marito di una infelice moglie eternamente malata che sembra asciugarsi con gli anni interpretata da Sarah Maestri.
Sarà beffato da un giovane avvocato, l'attore Mattia Zaccaro Garau, che lui trasforma nel suo braccio destro portandolo a vivere in casa propria, non accorgendosi che l'amore nato tra lui e sua moglie, infine accettando di far da padre al bambino nato da questa relazione per pura convenienza, per non dar scandalo, per mantenere le forme: sacrificio inutile visto che tutta la città ne mormora e ne ride. AL fianco di questo triangolo tragicomico Eliana Miglio, Debora Caprioglio, Carlina Torta, Carlo Gabardini, Max Cavallari e un ottimo cast tecnico con scene di Gualtiero Caprara, costumi di Laura Costantini, fotografia di Fabio Zamarion, musiche di Pietro Freddi.


LA PREALPINA
2013-08-24 17:25:43
ROSSA PER AMORE DI PIERO CHIARA
Eliana Miglio contessa del Pretore. "In abiti di scena anche quando vado al supermercato".

di Diego Pisati
eliana miglio - il pretoreLuino - Fuori da set, tra la gente, con gli abiti di scena; quasi normali per diversi attori hollywoodiani (Robert De Niro ai tempi di MISSION andava ovunque vestito da gesuita missionario), decisamente insolito per gli italiani. Non per Eliana Miglio che in questi giorni potete incontrare sul lungolago o al supermercato vestita da contessa degli anni trenta. Per l'esattezza da Armandina Régner de Montfleury, il personaggio da lei interpretato nel film "Il Pretore|", tra da Il pretore di Cuvio di Piero Chiara, che Giulio Base sta girando (ieri al caffè Clerici) a Luino.

- Un eccesso di zelo?
No, il desiderio di rilassarmi nel ruolo. Un piacere ma in qualche modo anche un dovere perché la contessa non mi assomiglia per nulla, partendo dalla testa

- Già, non è bionda...
Finora di trasformarmi in rossa mi era capitato solo una volta. Era accaduto per uno degli episodi di SEI PASSI NEL GIALLO, la serie trasmessa da Canale 5 l'anno scorso. In quell'occasione, devo ammetterlo, avevo sofferto di più.

- Le differenze più profonde con il personaggio?
Per prima cosa Armandina, al contrario di me, è molto estroversa. Ed è dipendente dai soldi, una debolezza che la spinge tra le braccia del Pretore. Rileggendo ora il romanzo di Chiarami ha colpita soprattutto il fatto che tutti i personaggi principali abbiano un rapporto malsano con qualcosa. Lo stesso Vanghetta, interpretato da Francesco Pannofino, bravissimo e simpaticissimo, è schiavo del sesso, l'Andriani dell'ambizione, del carrierismo ed Evelina ha evidenti problemi con il cibo e non solo. Sorprende che qui non vi sia traccia di un'altra dipendenza purtroppo ancora oggi molto presente quale quella del gioco che CHiara ha descritto perfettamente nel PIATTO PIANGE.

- Prima di trasferirsi a Roma Lei ha vissuto a lungo a Luino, la città, che ha anche ispirato il suo libro LA GRANDE INASIONE DELLE RANE, era quella di Piero CHiara: lo ha conosciuto?
Non personalmente anche se naturalmente sapevo chi era. Nella nostra casa i suoi libri non mancavano, ho un ricordo preciso, anche per il titolo fantastico, del volume PIERINO AL MERCATO DI LUINO.


DIVA
2009-12-01 16:28:03
Roma - novembre
Eliana Miglio, classe ini mitabile, allure irraggiungibile, raffinata ed eterea: tratti tipicamente nordici, occhi cristallini, pelle bianchissima, graziose efelidi, biondi e lunghi capelli. Madre originaria della Lituana, padre italiano, trascorre l'infanzia in Germania. Adolescente arriva a Roma, esordisce come modella e inizia una carriera mai interrotta nel mondo dello spettacolo, tanto cinema, teatro e televisione, anche come conduttrice. Conosce il regista Marco Risi, ed è subito amore. Dal loro legame nasce Andrea, bellissimo e praticamente già attore consumato. Eliana, con la guida e la regia di Marco, recita ne "Il muro di gomma", film molto discusso sulla strage di Ustica. Lavora con i più grandi maestri del cinema, Pupi Avati la sceglie per tre suoi film, tra cui "La via degli angeli", "La rivincita di Natale", "Ma quando arrivano le ragazze?" E ancora Ettore Scola, Carlo Lizzani,Giuseppe Bertolucci, Lamberto Bava, Gigi Proietti. Luigi Magni la inserisce nel castdi numerose produzioni e miniserie televisive.
Nella sua meravigliosa casa di campagna nella Maremma Toscana ha costruito un suo nido dove si rifugia insieme al marito, il manager della comunicazione Paolo Glisenti, per tranquilli e romantici week end.
Eliana, sei praticamente la testimonial ideale per tutti gli stilisti. QUali sono quelli ai quali dai la preferenza?
"Anna Molinari, Ermanno Scervino e Roberto Cavalli"
Il fiore?
"La ninfea"
Una persona che ammiri particolarmente?
"Meryl Streep"
Dare o ricevere?
"Entrambi"
La cosa che fai peggio?
"Cucinare"
Da chi accetti più volentieri un consiglio?
"Da mio figlio Andrea"
Un tuo motto?
"Guarda avanti"
Tre cose indispensabili?
"Mio figlio, la voglia di vivere, la sicurezza economica"
Il più grande successo?
"L'amore"
Sei generosa?
"Vorrei esserlo di più"
Un personaggio storico indimenticabile?
"Martin Luther King"
Che cos'è per te la ricchezza?
"Una fortuna averla"
Vendetta o perdono?
"Un'indifferente vendetta"
Quale quotidiano leggi?
"Corriere della Sera, Repubblica e La stampa"
Da che cosa dipende la tua felicità?
"Da me e solo da me"
Il tuo cantante?
"John Lennon"
L'albergo più bello al mondo?
"Il WInter Palace a Luxor"
Un vizio capitale?
"L'accidia"
Con chi sogni un incontro?
"Con Steven Spielberg"
Il regalo che fai più spesso?
"Candele profumate"
Un regalo che vorresti ricevere?
"Adoro le sorprese"
L'invito più gradito?
"A una mostra"
Camera con vista su...
"Il mio giardino"
Una poesia?
"Quelle di mio figlio Andrea"
L'erba del vicino è ancora sempre più verde?
"Non ho vicini"
Il tuo "tallone d'Achille"?
"L'insicurezza"
Il ricordo più bello?
"La prima volta al festival di Venezia da protagonista"
Inferno, Paradiso o Purgatorio?
"Dove ci sono le persone a cui ho voluto bene"
Marta: Se mi cerchi sono all'Inferno con tutti gli amici e con un immenso ventaglio! Una cifra folle per...
"Un folle regalo"
Un articolo di giornale che vorresti trovare domani mattina?
"C'è finalmente il nuovo leader della sinistra"
Dici "basta" a che cosa?
"A questa Italia che non difende la sua cultura"



IL MESSAGGERO
2009-10-20 10:15:53
C'è ancora tempo fino ad oggi per diventare star per un giorno. Cresce la febbre del cinema e al primo piano dell'hotel che troneggia in piazza Barberini, in questi giorni, è stato un gran viavai di signore e signorine che volevano sperimentare l'ebbrezza di un trucco da vere dive. L'occasione? Il proseguimento della mostra "Make up a Star", ideata da Elisabetta Cantone e Francesca Silvestri, che ha radunato più di mille visitatori al Museo Bilotti e che ha visto il suo proseguimento nell'albergo con l'iniziativa "Star per un giorno". Protagonista ieri mattina il truccatore delle dive Robin, che si è preso cura del look di tre clienti d'eccezione: le attrici Valentina Carnelutti (in questi giorni al Festival del CInema della Capitale nel film di ALessandro Robilant "Mar-Piccolo"), la bionda Eliana Miglio e la mora Sofia Milos, protagonisti della serie tv "CSI Miami". Make up da vero "red carpet" per la Carnelutti, anche se il suo primo impegno dopo il maquillage non è stato la passerella glamour in abito da sera ma andare a far la spesa al supermarket. Trucco etereo e semplice per la Miglio, che ha chiaccherato in inglese tutto il tempo con la Milos. E a fine sessione di bellezza? Un caffè in totale relax per le tre star e il make up artist Robin, in attesa di nuovi volti da rendere indimenticabili sotto le sue mani "fatate".
















A
2009-09-17 10:44:27
Galeotta fu l'erba (di Capalbio). "Se dovessi far l'amore con te lo vorrei fare su un prato. Ma non su un prato qualsiasi": Che intrigante sollecitazione, questa della sottile ed etera Eliana Miglio. E assolutamente inaspettata. Il top manager Paolo Glisenti, che da qualche tempo si accompagnava platonicamente alla bella attrice, per poco non finiva fuori dalla stretta carreggiata maremmana. Poi l'ex braccio destro di Letizia Moratti al Comune di Milano - da non molto ha abbandonato i vertici della Società di gestione di Expo 2015 - compì una bella sterzata. Contrariamente alle aspettative riportò a casa l'interprete molto amata da Ettore Scola e Pupi Avati. Nel weekend successivo, il professionista e giornalista dalla barba rasa alla Raoul Bova acquistò un casale circondato da un bel manto erboso. La domanda è d'obbligo: "L'avete inaugurato subito quel prato?". "Non ancora", risponde ambigua e scherzosa Eliana, che però su quell'erba, qualche tempo dopo, è approdata scalza. Si era liberata dei sandali grigio chiaro, molto fashion, che accompagnavano il vestito dello stilista Scervino, indossato per il suo matrimonio celebrato proprio nel paese toscano.
Pelle lattea e occhi verdi ereditati dalla madre lituana, vissuta a Luino dove ha ambientato il suo primo romanzo, La grande invasione delle rane, Eliana è una presenza un po' speciale nella comunità capalbiese, roccaforte estiva dell'opposizione al governo Berlusconi (da Piero Fassino a Francesco Rutelli, dagli ex ministri Linda Lanzillotta a Franco Bassanini a un folto gruppo di giornalisti di Repubblica, compreso il direttore Ezio Mauro, hanno tutti scelto come buen retiro la campagna tra Capalbio e Scansano). Una comunità che adesso sta cambiando pelle. Non più solo piccola Atene e sito di dotte discussioni, dove in passato una riunione nelle acque dell'Ultima Spiaggia equivaleva a una seduta del Consiglio dei ministri, ma anche località balneare molto di tendenza che l'ex top model è pronta a monitorare con un occhio particolare su vizi e virtù, ozi, svaghi e ultime tendenze. Luogo anche di romantici incontri e inattese dichiarazioni. "E' qui che Paolo mi ha rivolto la fatidica domanda. Di matrimonio. Andiamo d'accordo, ma siamo molto diversi. Per carattere, lui più riservato e introverso, io più aperta e forse più duttile. Differenti lo siamo anche in politica. Io sono una fan di Dario Franceschini, di Walter Veltroni e di Massimo D'Alema (che a volte però mi sconcerta con i suoi atteggiamenti un po' supponenti). Paolo ha lavorato a lungo con il Sindaco di Milano. Un personaggio assolutamente sui generis, la Moratti. Potrebbe persino spostare il baricentro a sinistra. Mi ha sostenuto con molto affetto quando abbiamo vissuto a lungo separati, Paolo a Milano e io a Roma. Incontrandoci a Capalbio".

A metà strada.
"Paolo è l'uomo più sposato che conosco, mi si passi la battuta. Appena uscito da un legame trentennale voleva subito convolare a nozze. Io ero propensa a un periodo di prova di almeno 12 mesi. La casa maremmana è diventata il nostro rifugio, anche in questo inverno di accanite controversie sull'Expo".
Solitudine di coppia, in campagna. E in spiaggia?
"C'è poca privacy. L'arenile si sta riducendo, il mare avanza. Erode anche l'intimità. Il beach manager Riccardo ci ha posizionato con sdraie e lettini tutti più vicini. Ma non rinuncerei per nulla al mondo alla colazione con tavolinetto sotto l'ombrellone. Scendo appositamente per gustare il cous cous e la deliziosa frittura di pesce".
Initimissime consuetudini della località turistiche?
"Nei mesi estivi in cui si mangia molto e non si fa movimento, il massaggio di Cettina, soprannominata "Mani di fata", è d'obbligo. VI ricorrono vip di ogni colore, di centrodestra e di centrosinistra. E poi c'è un altro fatto curioso. SU questa spiaggia le ventenni che se lo possono permettere non si mettono il topless. Lo usano invece le più tardone, nostalgiche. Che tenerezza."
Abbigliamento sconsigliato?
"il due pezzi con lo slippino modello filo interdentale. Volgare, questa esibizione del lato B. Una rinuncia alla femminilità. In generale non amo i corpi seminudi eli preferisco sempre un po' vestiti".
E allora come si fa?
"Porto camice di lino bianco al posto del bikini. Lo metto però almeno un paio di volte per mostrare che sotto il vestito va tutto bene... Sta sparendo il pareo di cui si è abusato. Ci vogliono fianchi stretti. Poche li hanno. Li trovo carichi di sex appeal invece per gli uomini. L'ho regalato ai miei partner ma si sono ben guardati dall'indossarlo", osserva l'ex compagna per anni del presidente di Medusa film Carlo Bernasconi, scomparso nel 2001, e del regista Marco Risi - da cui ha avuto il bellissimo Andrea Miglio-Risi, anche lui attore.
Un rifiuto motivato?
"I miei partner, Paolo compreso, non hanno avuto gran bisogno di potenziare il loro tratto seduttivo. Ognuno di loro si potrebbe definire un potenziale grand trombeur. Forse li ho scelti sul modello di mio padre, che di cuori ne ha infranti parecchi. Non sono gelosa. Resisto anche in situazioni difficili, accumulo e poi fuggo. Di fronte all'idea del tradimento penso di poter ricambiare con la stessa moneta: anche quando mi sono risposata non mi sono mancati i corteggiatori".
Il pareo a quale maschio dell'Ultima spiaggia lo regalerebbe?
"A Furio Colombo, molto in forma anche se non più giovanissimo, a Rutelli, a Petruccioli che a 30 anni o giù di lìera un vero schianto (ne ho visto di recente la foto proprio su "A"), e ad Antonio Polito, il direttore del quotidiano il Riformista. Ha un tratto medio-orientale, indossa bene pure il kaftano. Provetto ballerino, è un concentrato di sex appeal."
Questa stessa definizione applicata alle signore?
"Va bene per Silvia Ronchey, Jacaranda Falck, Barbara Palombelli, l'attrice Irene Grazioli. Quella di Capalbio è una spiaggia immobile dal punto di vista erotico-sentimentale. Non è Forte dei Marmi, dove avviene lo scambio degli ombrelloni e non solo".
Nel suo romanzo pubblicato da Fazi, il gracidio delle rane rappresenta la voce della gente comune che commenta gli amori omosessuali di adolescenti scatenate. Un analogo cra-cra a Capalbio?
"Io non lo avverto. Le relazioni omosex che ho raccontato nel libro mi intrigano anche oggi. Guardo con interesse a una bellissima e nota cantante di cui non voglio fare il nome. Il tempo passa, ma forse sarà ancora questo il tema del romanzo che sto scrivendo, ambientato non a Capalbio ma a Milano".



TU STYLE
2009-06-30 11:32:41
Fuori una spalla, fuori le gambe e via libera alla fantasia. Lei se lo può permettere. Elegante ma sexy, l'attrice Eliana Miglio sceglie l'abito più in voga dell'estate: il momospalla in chiffon doppiato in stampa psichedelica, firmato Blumarine. Brillante anche l'accessoriamento in argento. Da copiare per serata cocktail.


IL MESSAGGERO
2008-07-12 09:49:24
Capalbio - Oggi alle 17:30 Eliana Miglio apre il ciclo femminile della rassegna letteraria "Uno scrittore un'estate" con un'anteprima all'Ultima Spiaggia del suo libro rivelazione "La grande invasione delle rane"


CORRIERE DELLA SERA
2008-07-11 11:01:01
"La grande invasione delle rane" all'"Ultima spiaggia" di Capalbio. Una catastrofe ecologica? No, è il romanzo, edito da Fazi, di Eliana Miglio scrittrice e attrice con registi come Avati, Risi e Scola. Insieme all'autrice lo presenteranno alle 17:30 Silvia Ronchey e Giuseppe Scaraffia. L'attrice Elisabetta Pellini leggerà dei brani del libro. Al termine Aperitivo Verde - come le rane - all'assenzio, la Fata Verde degli scrittori dell'800. Il libro è la storia di un mondo anfibio, quello dell'adolescenza, ancora incerto tra le scelte della vita, dal sesso all'amore fino alla morte.  Gli eroi di queste  pagine limpide e malinconiche, sono quattro ragazzi. Due sorelle, la saggia Agnese e l'inquieta Anna, la maggiore, che si innamora della fatale Sara. Luca invece è un giovanissimo gay che vorrebbe travestirsi e viene chiuso in clinica, dove finirà anche Anna dopo un tentato suicidio. Vite leggere come piume, sempre sul punto di essere spazzate, nella trasognata Luino, dove Eliana Miglio è cresciuta in una famiglia dalle radici baltiche, senza mettere, lei, troppe radici.


L'ECO DEL VARESOTTO
2008-07-11 09:30:17

Sarà presentato a Capalbio, nel tardo pomeriggio di Sabato 12 Luglio, il libro di Eliana Miglio "La grande invasione delle rane" - Fazi editore. Relatori, oltre naturalmente all'autrice, Silvia Ronchey e Giuseppe Scaraffia. La lettura di alcuni brani sarà affidata a Elisabetta Pellini, attrice nata a Lugano e originaria del Marchirolo, dove ha trascorso l'adolescenza.
Attrice e scrittrice, Eliana Miglio è cresciuto a Luino. Una presentazione quindi con tanto Luinese e Alto Varesotto; e con il nostro settimanale, più volte citato nel libro.
La cronaca dell'immaginaria invasione delle rane, a Luino (dove è ambientato il romanzo), è scandita da ipotetici articoli proprio de L'eco del Varesotto.
Al termine della presentazione, aperitivo verde all'assenzio, la fata verde degli scrittori dell'800. Verde come le rane. "Un bicchiere d'assenzio, non c'è niente di più poetico al mondo. Che differenza c'è tra un bicchiere d'assenzio e un tramonto?", scriveva Oscar Wilde.
La differenza sostanziale era che il tramonto non dava allucinazioni, come invece provocava l'assenzio ai suoi tempi. All'epoca conteneva infatti un alcaloide nocivo per la salute. Da alcuni anni, grazie a un moderno processo di fabbricazione, non è più tossico.
In Francia l'assenzio era soprannominato "la fata verde" per il suo colore e per l'atmosfera magica in cui si perdevano le persone che lo consumavano. Chi parteciperà alla presentazione di Capalbio, è certo, ascolterà le rane e vedrà due fate del luinese. Una si chiama Eliana, l'altra Elisabetta. E per la definizione di fata, citiamo lo Zingarelli. "Fata: nelle tradizioni popolari, donna bellissima e dotata di poteri soprannaturali". Per quanto riguarda i poteri soprannaturali non ci è dato sapere; per il resto ci siamo, senza ombra di dubbio.




GRAZIA
2008-05-08 11:01:08
Scrittura e recitazione vanno d'accordo. Lo dimostrano le attrici che si sono cimentate con la narrativa. È il caso di Ilaria Borrelli, eclettica napoletana che vive tra Roma e New York, protagonista di serie tv e regista. Per il suo primo romanzo, Scosse (Pironti), è stata finalista al Premio Calvino. E dal terzo, Domani si gira (Avagliano), è stato tratto il film Mariti in affitto, in cui lei stessa ha diretto Maria Grazia Cucinotta e Pierfrancesco Favino.
Una sorpresa anche l'esordio letterario di un'altra protagonista del cinema italiano, Eliana Miglio, che ha lavorato con Avati, Risi, Pozzessere, Pompucci, Lizzani. In La grande invasione delle rane (Fazi), l'attrice ha descritto un'ambigua provincia italiana, un po' assopita sullo sfondo dei falsi miti degli Anni '70. Stessa epoca in cui è ambientato Il sogno cattivo (Mondadori) di Francesca D'Aloja. L'attrice, che in passato ha lavorato per Marco Risi (suo marito), Ferzan Ozpetek, Verdone, sta lavorando alla sceneggiatura tratta dal romanzo che racconta, attraverso gli occhi di due amiche, lo scontro tra il mondo borghese e il "sogno cattivo" del terrorismo e della lotta armata.


LA PREALPINA
2008-03-27 12:03:09
"Quando è arrivata la proposta il più contento è stato mio figlio Andrea. Da bravo maschietto anche lui è un fan di Trinità e mi ha consigliato vivamente di cogliere la volo l'opportunità di lavorare accanto a Terence Hill".
Per questo ma non solo ("Avrei comunque detto sì perché è una serie ben fatta e di successo") stasera vedremo Eliana Miglio in "Don Matteo".
Nel primo episodio, in onda su Rai Uno dalle 21.10, dal titolo "Il fratello di Natalina". Per l'attrice luinese un ritorno in tv dalla porta principale.
"E anche un personaggio interessante perchè la Maddalena che interpreto è una donna dalla doppia anima, gratificata dal punto di vista sociale e professionale, grazie al laboratorio artigianale di gioielleria della famiglia, ma con qualche problema nella vita privata. Nella sfera privata ha delle zone d'ombra destinate a rivelarsi in modo drammatico".
E proprio per questo dovrà fare i conti con Don Matteo.
"In alcune scenesono proprio accanto a Terence Hill (all'anagrafe Mario Girotti; ndr) e mi ha particolarmente colpita non tanto la sua bravura, che già conoscevo da spettatrice, quanto la sua estrema professionalità. Sul set è davvero concentratissimo; fuori una persona cortese e sensibile".
Dunque un mito rafforzato anche per il figlio di Eliana, Andrea Miglio Risi, tra i volti più visti del momento al cinema perché, dopo l'esordio in "Lezioni di volo" di Francesca Archibugi, ha incontrato il grande pubblico grazie a "Grande, grosso e Verdone".
"Andrea fa bene il timidino in un film che è valdo anche perchè non è del tutto comico ma anche amaro. Gli incassi dimostrano che il pubblico ha apprezzato la scelta di Carlo Verdone".
E al cinema (tanti i film al suo attivo) guarda ancora la stessa attrice luinese. Il futuro potrebbe riservarle un ruolo più impegnativo di quello di interprete.
Eliana Miglio ha infatti da poco terminato di scrivere una sceneggiatura. Non di un film qualsiasi ma di quello tratto dal suo fortunato romanzo, "La grande invasione delle rane", ambientato  come noto a Luino e con l'"Eco del Varesotto" in un ruolo da protagonista.
"La sceneggiatura è a quattro mani. Ho lavorato con Giovanni Robbiano che mi diresse in "Figurine". Il primo passo è stato fatto ma arrivare a girare un film non è propriamente una cosa semplice: speriamo di poterne parlare presto".
Di certo presto sarà su un altro set Rai: quello del "Commissario Rex".
"E ne ho un po' paura perché sarò una donna che entra nella vita di Kaspar Capparoni; il cane si ingelosisce e reagisce maluccio":


CHI
2008-03-05 13:57:48



VANITY FAIR
2007-11-03 14:32:07
Devo ammetterlo. Ero un po' scettica. Temevo che le attrici che avevo incontrato circa un mese fa per la prova di Rénergie Morpholift R.A.R.E., la nuova crema di Lancome che si ispira a una sofisticata tecnica chirurgica, non avrebbero eseguito bene i compiti, che raggiungerle e strappare loro una dichiarazione sarebbe stata un'impresa. E, invece, ho dovuto ricredermi. Nicoletta Romanoff è la figlia che tutte vorremmo avere: disponibile, saggia, educatissima, oltre che molto bella. E, nei complimenti, devo includere anche la mamma, Natasha, donna di grande charme (tra l'altro, anche lei "cavia" dell'esperimento R.A.R.E.). Margherita Buy, che ho raggiunto al telefono mentre era in macchina verso Genova, meriterebbe un capitolo a parte: gentilissima, ma talmente spiazzante nelle risposte da risultare surreale. E per questo, adorabile. Quanto a Eliana Miglio, direi che perfetta: un mix di eleganza, meticolosità e sregolatezza. Ma, se di dive si parla, è anche giusto che qualcuna non sfugga alla regola: Ornella Muti, impegnata tra Los Angeles e il nuovo set televisivo, è stata irraggiungibile (ma mi ha fatto sapere via sms che il profumo della crema è un portento, anche se la texture è un po' troppo ricca per la sua pelle).
Ma veniamo al questionario sulla crema. Per par condicio a tutte le star sono state poste le stesse domande.
D. Qual è stata la vostra prima impressione dopo aver applicato R.A.R.E. sulla pelle?
Eliana Miglio: "Piacevolissima: dà subito una sensazione di comfort"
Margherita Buy: "Buona direi..."
Nicoletta Romanoff: "Ottima. E poi ho capito subito che non va massaggiata"
Natasha Romanoff: "Sono d'accordo, perchè si assorbe subito. Insistere è inutile"
D. E' trascorso un mese. Che benefici avete riscontrato sul viso?
Eliana Miglio: "La mia pelle ne ha guadagnato in luminosità e compattezza. CHi mi incontrava mi diceva:"COme stai bene"."
Margherita Buy: "Sì, mi ha migliorato la luce. Ma anche la consistenza: la pelle mi pare più compatta. Ora, dire risollevata mi sembra esagerato. Ma compatta, sì ".
Nicoletta Romanoff: "Il top del piacere l'ho avvertito sotto il trucco: sentivo la pelle ben tesa. Addirittura fin troppo (ma si sa , Nicoletta è un po' fuori target per la crema, ndr )"
Natasha Romanoff: "Compattezza, ma nche un surplus di nutrimento"
D. Avete provato anche gli altri trattamenti della linea. Il vostro preferito?
Eliana Miglio: "La crema per il collo.Una zona che ho sempre trascurato, ma che oggi merita la mia attenzione. La metto al mattino, ma se sento la pelle che tira, ripeto l'operazione anche a metà pomeriggio"
Margherita Buy: "E' vero, quella per il collo è ottima, ma mi è piaciuta anche quella occhi. Non so se elimini le rughe, ma è piacevole sentirsela addosso."
Nicoletta Romanoff: "La crema giorno, direi"
Natasha Romanoff: "Sublime la maschera, bellissima, setosa. E il contorno occhi, il primo a non crearmi problemi di allergia."
D. Che voto si merita R.A.R.E?
Eliana Miglio: "8"
Margherita Buy: "7"
Nicoletta Romanoff: "8"
Natasha Romanoff: "8"
E 10 all'uninamità a quella per il collo. Promossa a pieni voti. Non credete?


MAX
2007-10-16 12:05:39
Fin dalla serata inaugurale, le bellezze del cinema internazionale hanno sfilato proprio come su una passerella. Molte le attrici che hanno optato per un look firmato da Frida Giannini per Gucci: Laura Chiatti, splendida in un tubino nero lucido, con sandali a listini, e Cécile Cassel, in satin stretch con cintura sottile. Altre stelle nostrane hanno scelto gli sfarzosi vestiti da sera di Roberto Cavalli: Eliana Miglio ha indossato un abito da "sirena" luccicante con drappeggi. Ma a strappare gli applausi e i flash più accaniti è stata Elisabetta Canalis, abbronzatissima, in abito bianco con "choker" temepestato con strass.


VANITY FAIR
2007-10-11 09:56:37
Pensata a quattro attrici famose che, per dovere di immagine, devono stare sempre una spanna sopra il cielo. Pensatele intorno a un tavolo dopo aver saputo che lo speaker è un chirurgo plastico e che il tema del giorno è una crema antietà: la trasformazione è garantita. Riassumerebbero all'istante le sembianze di donne normali, vulnerabili quanto voi. Pronte a vendere l'anima al diavolo pur di trovare l'elisir di giovinezza.
Bene, io una settimana fa mi sono trovata proprio in questa situazione: a Roma, nel bellissimo giardino dell'Hotel dei Cavalieri Hilton, intorno a un tavolo con Ornella Muti, Nicoletta Romanoff (accompagnata dalla supermamma Natasha), Margherita Buy ed Eliana Miglio. Maestro d'orchestra: il chirurgo plastico Giulio Basoccu. Argomento di discussione: i traguardi tecnologici raggiunti dalla nuova crema di Lancome, Rénergie Morpholit R.A.R.E., innovativo trattamento ispirato per l'appunto a una tecnica di chirurgia estetica che contrasta i cedimenti cutanei attraverso il riancoraggio e riposizionamento dei volumi rilassati. Il risultato cosmetologico è la tecnica R.A.R.E., il cui ingrediente leader è un oligopeptide in grado di rafforzare l'ancoraggio delle fibre di collagene. Ecco spiegato il motivo della tavola rotonda, dunque: far provare la crema alle star per circa un mese, e poi avere da loro un commento spassionato sulla sua reale efficacia (che noi vi riporteremo).
Le spiegazioni del dotto Basoccu hanno talmente rapito l'attenzione che Margherita Buy si è messa a mimare, senza accorgersene, il raggrinzimento progressivo della pelle. Tutte più rilassate invece quando è stata descritta la crema che si sono lasciate massaggiare sul viso. Molto disponibili, mi hanno confidato le loro beauty routine. A parte la Romanoff, che non ha neanche trent'anni, le altre erano in perfetto target e hanno gradito la prova. Alla fine, dopo un trucco veloce, ci si è rimessi a tavola. Questa volta imbandita di cibarie. Davanti alle quali siamo tutte uguali: nessuna resiste.


CORRIERE DELLA SERA MAGAZINE
2007-07-27 10:33:52
[...]Il FInancial TImes, con i moralizzatori dell'ultima ora, colpevolizzano i media. A volte però è chi ci sta intorno a farci sentire brutte. "Rimasi male quando un uomo che mi ha molto amato disse: "Mi sono innamorato di te non perchè sei bella ma perchè sei simpatica"", dice Eliana Miglio, bella donna che si è appena lanciata nella scrittura con un romanzo, La grande invasione delle rane (Fazi). "A 18 anni facevo la modella, ero proporzionata ma non avevo la gamba nè lunga nèesile delle ragazze che mi posavano accanto. Ho cambiato strada". Un piccolo neo che persiste. "Sono vanitosa ma ho spostato la vanità. Ho una collezione di cappelli, occhiali e abitini da spiaggia. Dopo i 30 non ho più messo il costume, in mezzo agli altri coperta mi sento più a mio agio". [...]


CINE MAGAZINE
2007-05-15 18:05:45
Premio Afrodite a Francesca Archibugi regitsa dell'anno per Lezioni di volo, Claudia Gerini (attrici) e Andrea Osvart new entry tra le promesse del 2007 con un buon debutto nella serie televisiva Pompei, e un premio speciale al debutto, come scrittrice, di Eliana Miglio: è il parterre di regine quest'anno protagonista della serata dedicata ai riconoscimenti, al femminile, destinati alle protagoniste più interessanti del cinema italiano.
I premi Afrodite sono assegnati dall'Associazione Donne dell'Audiovisivo, che proprio quest'anno ha festeggiato il suo decennale con un'edizione ospitata ancora una volta negli studios romani di Daniele Taddei, complici l'Imae, L'Oréal Professionel, il brindisi rosa di Canella e il produttore Lello Monteverde, da sempre vicino all'iniziativa, guidata da Donatella Senatore e Cristina Zucchiatti.
COn una regia teatrale improvvisata da CInzia Th Torrini e Monica Scattini, ancora una volta come brillante conduttrice della serata il Premio, quest'anno assegnato da una giuria ovviamente femminile composta da Alessandra Martines, Elena Sofia Ricci, Cinzia Th Torrini, Laura Toscano, Cecilia Zanuso e Laura Delli Colli, ha inoltre dedicato un piccolo omaggio a Monica Vitti, mostrando in anteprima alcuni minuti del documentario curato da Sandro Lai, per Rai Trade.
Un grande applauso ha salutato l'attrice alla quale il premio ha dedicato il suo decennale festeggiato alla presenza di un parterre di ospiti ovviamente molto cinematografici e soprattutto di giovani attrici del cinema italiano. Come Sarah Maestri, ormai la piccola star italiana di Notte prima degli esami e di Notte, oggi.
O Eugenia Costantini, figlia di Laura Morante, che ha letto con grinta alcune pagine del romanzo di Eliana Miglio "La grande invasione delle rane" (Fazi).
Omaggio ad Afrodite da parte di Laura Tonatto, naso italiano di fama e prestigio internazionale che ha dedicato alle premiate, e all'Associazione, le note di Afrodite, un profumo creato per la serata e, in onore della più celebrata protagonista della bellezza femminile, della Venere del Botticelli, simbolo di eterna bellezza, appena festeggiata (e profumata) dalla Tonatto a Tokio, durante la Primavera Italiana che ha portato in Giappone il famosissimo quadro dal quale sono state tratte le singole note  olfattive  visibili intorno alla figura della più celebre Afrodite della storia. Circondata dal cast del suo film, con Andrea Risi Miglio (figlio di Eliana e di Marco Risi) in scena con lei, Francesca Archibugi ha dettato con Monica Scattini (che ha ricordato quando il suo obiettivo, molti anni fa, era fare l'attrice).
Gran finale con un omaggio simbolico alle 2500 donne iscritte all'anagrafe delle troupes: sul palco, per una volta tutte insieme, operatori, fotografe di scena, fonici, costumiste e truccatrici, parrucchiere, sarte, organizzatrici e ispettrici di produzione, cassiere, segretarie di edizione, stunt women, e una delle poche iscritte alla categorie dei direttori di fotografia. Ovviamente al femminile.


IL RESTO DEL CARLINO
2007-03-23 08:00:00
Eliana Miglio

Adolescenti, il difficile mestiere di crescere

Eliana Miglio racconta i temi del suo primo romanzo presentato in città

Parla del suo primo, fresco libro - appena presentato l'altro pomeriggio alla Mondadori Multicenter di Bologna - con la tenerezza attenta, un po' pignola che si riserva alle creature lungamente attese. "Ho cominciato a buttar giù appunti - racconta Eliana Miglio, di professione attrice di cinema con Lizzani, Avati, Scola, e di televisione nelle 'Le stagioni del cuore', al debutto narrativo con 'La grande invasione delle rane', edito da Fazi - stando nella stanza di mio figlio, che quest'anno ha la maturità, mentre lui era a scuola. Non sapevo che quei fogli, tre anni dopo, sarebbero diventati un romanzo".
Dietro alle 130 pagine c'è la passione confessata per autori come Carver o Eugenides, che nel '93, con 'Le vergini suicide' svelava volti ignoti e oscuri della femminilità; e con un po' d'orecchio si coglierà, non solo nel titolo, l'eco del Buzzati della 'Famosa invasione degli orsi in Sicilia'.
QUI SIAMO a Luino, anni '70, anzi Capodanno '78, l'ovattata, ambigua, provincia di Varese che la Miglio, milanese d'origine, conosce bene. Ma i gialli di CHiara, ambientati nello stesso luogo non c'entrano - sebbene il garbo verso l'autrice e l'editore chieda di non svelare il finale, che è un colpo di scena. Perché il ritorno a quell'epoca fricchettona segnata dalle canzoni degli Chic? Ricorda la Miglio: "Io sono nata nel '65, ero troppo giovane per partecipare al Movimento del '77. Ma so che cos'è stato. Ero un'adolescente, appartengo a una generazione forse un po' stupida, che è finita nel rifiuto della politica, nella Milano da bere, e spesso nella droga. Nel mio libro, anche autobiograficamente, l'adolescenza è protagonista". "Ho trovato - prosegue l'autrice - una doppia chiave generazionale. In primo piano ho messo i giovani, le loro voci, le loro battaglie, mentre nello sfondo si consuma la sconfitta dei genitori, i quarantenni di oggi".
E LE RANE da dove arrivano? "luino ne è piena. Ma la metafora è chiara, spero. Il padre, appassionato di rane, affiancato da una moglie depressa, ripete: 'DI tutti questi girini nello stagno pochi ce la faranno'". Siamo al tema vero del libro. Sentiamo: "HO tentato di raccontare la fatica di crescere degli adolescenti, lo sforzo di farsi rane da girini, la ricerca di un'identità, una via ardua, complicata, dove la sessualità è cruciale". Avviene così che le voci narranti, con le loro confessioni, i loro dubbi, i loro sogni, le loro nevrosi, siano Agnese, 12 anni, Anna, 15, e Luca 17, e che tutti e tre i ragazzi conoscano anche l'attrazione naturale e confusa dell'omosessualità. "È un passaggio obbligato, istinto, amicizia, solitudine si mescolano febbrilmente, e possono condurre a veri baratri. Io poi - aggiunge l'autrice - ho rivolto il mio sguardo soprattutto alle ragazze".
DA QUESTA foto di gruppo con adolescenti in crisi di crescita, da questo romanzo di formazione nel profondo Nord, si traggono più domande che risposte. "Nei ragazzi del libro si riconoscono quelli della mia età, ma anche gli adolescenti che vedo adesso, e che sono più pieni di voglia di esserci, di esporsi, e persino più intelligenti di quanto non fossimo noi allora. È in atto una trasformazione di ideali, la politic non attrae più o giovani, prevalgono altri obiettivi, l'ambiente, i diritti, tutte cose che anche noi abbiamo sperato ma che non siamo stati capaci di concretizzare". Chi deve leggere, volendo, un romanzo del genere? "Penso - dichiara l'autrice - a un pubblico dai venti ai quarant'anni". Ma le presentazioni di questi giorni rivelano che sono le ragazze a riconoscersi in modo speciale nei drammi e nelle ansie e nelle speranze dei coetanei messi sulla pagina.


GAZZETTA DI PARMA
2007-03-15 14:13:22
Una storia di adolescenti al centro di curiosità, malinconie, amori e incomprensioni. L'autrice del romanzo "La grand invasione delle rane" (Fazi, 13 euro) è Eliana Miglio. Attrice bella e brava con un viso da bambina che ha alle spalle un buon numero di film con i migliori registi. L'editore è Fazi, che potrebbe ottenere anche questa volta il successo avuto con la pubblicazione del libro di Melissa P.
Ma qui Eliana Miglio tratta l'argomento della sessualità in modo dolce, discreto, senza turbare il lettore, dandogli invece lo spunto per osservare più attentamente un silenzio, una frase, una reazione della figlia o del figlio in un'età così difficile. Osservazioni e attenzioni che lei stessa ha sempre avuto per Andrea, il figlio oggi diciottenne. Centoquaranta pagine che con una scrittura leggera, ma forte, danno vita a uno psicodramma, che si vede già come un film. Luino è la provincia nella quale vivono Anna e Agnese con i loro genitori: la mamma altera e depressa, il padre presente a intermittenza che coltiva un'ingombrante malinconia insieme alla strana passione per le rane.
Il romanzo rispecchia fedelmente la vita di provincia degli anni Settanta che si risveglia sulle note di "Le Freak" degli Chic e ripassa le abitudini di quegli anni: la moda british di Laura Ashley, il maggiolone, le sigarette Muratti, il mitico Ciao... Questo è l'ambiente in cui Agnese, futuro avvocato, e Anna, eterna sognatrice, tutta istinto ed emozione, passano il loro tempo. Ci sono storie di omosessualità latente e cronache vere di vita giovanile. Eliana racconta tutto bene, anche alcuni avvenimenti tragici, senza mai dare giudizi di sorta. Quello che ci si domanda è perchè le rane. Un escamotage letterario, piccole frasi tratte dall'Eco dl Varesotto che mettono in luce la fragilità dei girini, come gli adolescente, frasi che descrivono i mutamenti degli anfibi che si affacciano tra stagni e fiumi dl luinese, scandiscono le stagioni facendo da filo conduttore.


CIPRIA
2007-03-02 10:02:09
La grande invasione delle rane
di Eliana Miglio - Fazi Editore - 140 pagine - € 13.

In una cittadina di provincia del Nord Italia, due sorelle vivono i primi approcci con l'altro sesso sotto gli occhi distratti di un padre troppo impegnato a osservare le rane e una madre incapace di essere presente nonostante i molteplici sforzi. Il fantasma dell'anoressia e dell'omosessualità muovono le giovani protagoniste verso scelte che diventano trappole pericolose, fino all'inevitabile, sorprendente epilogo.
Donne a confronto tra debolezze e depressione, in uno psicodramma dalle tinte pirandelliane.
Inseparabili, come le protagoniste di questo romanzo e, come loro, diversissimi. Blue e Joy, "antierori" di successo ideati da Daniele Sigalot e Fabio La Fauci - editi in Italia da Really Man corporation - guardano al mondo con cinismo e ironia, rassegnazione e prontezza di spirito. Con una maglietta (e un sorriso disarmante) ci ricordano che l'amore può fare male, molto male... (circa 20 €)


DIVA E DONNA [N. 3 Anno III]
2007-01-23 15:38:49
Roma - Gennaio
Anna ha 15 anni ed è pazza di Clara. Con lei vive amplessi senza sensi di colpa facendosi sorprendere nuda a letto con l'amica anche dalla sorella Agnese, che ha solo 10 anni e vorrebbe fare l'avvocato ma viene fermata da un destino straziante.
Poi c'è Luca, che si sente Lucia e parla al femminile. Vuole cambiare sesso, è un ragazzino sensibile, ma senza pac, che già prende gli ormoni femminili. È rifiutato dai suoi e alla fine non ce la fa: si suicida, impiccandosi.
Ma in questo romanzo si mescolano anche drammi, crisi di anoressia, droga, gelosia, le canzoni degli anni Settanta, Disco Music e Patty Pravo, occhiali Lozza e Superga, status symbol e lacrime.
Tutte le passioni di un gruppetto di ragazzi di Luino, sul Lago Maggiore, il paese di scrittori come Vittorio Sereni e Piero Chiara, di un premio nobel come dario fo, di comici come Massimo Boldi, Francesco Salvi, Enzo Iacchetti, e di un'unica attrice famose: Eliana Miglio.
Ed è proprio Eliana l'autrice del romanzo "La grande invasione delle rane" (fazi Editore, 13 euro), 137 pagine, che hanno destato un certo scompiglio nell'assonnata buona borghesia italiana dove Eliana è famosa anche per essere la moglie dell'affascinante Paolo Glisenti, responsabile rapporti istituzionali del Comune di Milano, un uomo che molte donne vorrebbero accalappiare, ma che ha occhi solo per lei.
Eliana non si scompone di fronte allo scandalo letterario, forte di una vita fatta di belle e brutte esperienze: più di trenta film di qualità tra cinema e tv alle spalle, due mariti, una relazione travolgente con il regista Marco Risi da cui ha avuto un figlio, Andrea, 18 anni, e una lunga convivenza con Carlo Bernasconi, il top manager scomparso per una rara malattia nel 2001, grande amico di Silvio Berlusconi e presidente della Medusa Film.
Eliana, il suo libro è di una trasparenza disarmante, dove si raccontano sofferenze adolescenziali, si descrivono anatomicamente amplessi lesbici, incomprensioni e dolori che i più vorrebbero dimenticare. Qualche suo amico dice che lei avrebbe dovuto censurarlo. Lei no, ricorda e rievoca.
"Quel libro è un racconto, io non ho avuto quella vita, la vita di Anna. Ho mescolato solo i miei sentimenti, i miei incontri più che le mie esperienze."
Insomma, non è il racconto della sua adolescenza.
"Di mio c'erano degli interrogativi, delle sofferenze, ma, ripeto, quella non era la mia vita"
Quali sofferenze?
"Quella per mio padre per esempio. Un padre che si è ammalato quando avevo 15 anni ed è morto due anni dopo, per un tumore. Un episodio duro, che mi ha strappato la spensieratezza".
Che cosa la accomuna ad Anna?
"L'anima, un'anima difficile, ma io sono anche Agnese, la sorella saggia, vivo con i piedi per terra e mi sento un po' pure Luca, il ragazzo che desidera diventare donna, e che ha tracciato un percorso solo suo".
Leggendo il libro, però, dlla sua ambientazione ai riferimenti nel suo paese di origine, sembra tutto così reale, vissuto in prima persona.
"A 15 anni i ragazzi hanno un'attrazione ormonale verso le ragazze e Anna, la protagonista, è talmente anima che non riesce a relazionarsi coi maschi. Preferisce così la compagnia di Clara, una femmina come lei".
Anima, sì, ma anche molto corpo. Mi sembra che la sua Anna, anoressia a parte, sia più che carnale.
"Ed è questa una parte meravigliosa, quando Anna si scopre anche maschio e diventa carnale. Il suo approccio così maschile mi piace, mi piaceva anche scriverlo. Io penso che, nel gioco della vita di una donna, uscire in modo inconsapevole dai propri panni dia certi frutti. Sono stata un'adolescente che non esprimeva molta curiosità verso i maschi, mi sembravano sempre invadenti".
E con le amiche?
"Ero certamente incuriosita dalle ragazze, ma la storia del mio romanzo è diversa dalla mia".
E com'era la sua storia?
"Mettiamola così: io una mia Clara non l'ho avuta. Forse, se l'avessi incontrata, la mia vitabsarebbe stata diversa. Con le ragazze al dunque non sono mai andata. Ci siamo sempre fermate al gioco. C'è anche da dire che durante l'adolescenza non ero così presa dai sentimenti e dalla sessualità. Ero anche addolorata: mio padre è stato malato due anni ed è morto quando ne avevo 17".
Certi adulti, leggendo questo libro sui drammi e sulle tragedie dell'adolescenza, ringrazieranno il loro Dio per non aver avuto figli; altri, genitori, forse lo nasconderanno ai propri ragazzi.
"Ho scritto questo libro mettendomi dal punto di vista delle ragazze, pensando solo a loro e non a come gli altri le vogliono. E ribadisco, è un romanzo, non è un'autobiografia, e soprattutto non è un saggio, non ho voluto insegnare niente a nessuno".
Suo figlio come ha vissuto questo libro?
"Con forte commozione: l'ha letto per primo, poi Paolo, mio marito. Hanno capito, apprezzato, sostenuto".


CORRIERE DELLA SERA
2007-01-18 09:07:44
Vite anfibie, sentimenti umidi, mollezze e crudeltà segnate dalle ombre liquide del lago in una Luino che non ha nulla da spartire con il caldo teatrino umano di Piero Chiara. "La grande invasione delle rane", romanzo d'esordio dell'attrice Eliana Miglio, affonda la sua ragion d'essere nelle metamorfosi dell'adolescenza.
Racconta la storia delle sorelle Agnese e Anna, vicende che si intrecciano nei tardi anni Settanta: amori, torture anoressiche, disperazioni in sella a un motorino Ciao, viste attraverso le lenti scure dei Ray Ban o dei Lozza. "Piccole vipere traviste da mansuete fanciulle di Lago" (definizione migliesca delle gatte morte del Varesotto) che ciondolano nel bar di Provincia La Magia del Gelato, colonne sonore tra Police e Matia Bazar. E sullo sfondo, ma solo per rapide incursioni, la Milano febbrile e violenta degli Indiani Metropolitani.
Eliana Miglio, cresciuta a Luino, milanese di nascita, ha fatto i conti con la propria educazione sentimentale di ragazza del Nord. "Ma sono un'attrice, capace di entrare in un ruolo. Non ho fatto un romanzo autobiografico: sì, la parte emotiva mi appartiene, è profondamente mia, ma non la vicenda vera e propria. Non sono Agnese, non sono Anna, né la sua amante Clara, né dj Luca, prigioniero di un corpo che non sente suo e vuole trasformare".
Il libro è per certi versi da avvicinare a "Le vergini suicide" di Jeffrey Eugenides, romanzo americano di turbamenti giovanili dal quale Sofia Coppola ha tratto un film. "Mi colpì molto. Ma il mio sogno, visto che sognare si può, sarebbe avere la stessa incisività di Raymond Carver, o del primo McEwan. Della triade di Luino - Chiara, Fo e Sereni - è quest'ultimo, grandissimo poeta, che ha avuto più influsso su di me".
Al primo romanzo, ne seguirà un secondo. "Mi sveglio di notte per mettere a punto i personaggi. Ma per scaramanzia non dico neanche sotto tortura di che cosa si tratta". Eliana Miglio ha un figlio (Andrea, avuto da Marco Risi), appena diciottenne. Avrà letto il romanzo d'esordio della mamma?
"Sì, e anche le parti più crude non l'hanno turbato". Parte cruda, diciamo subito, potrebbee ssere l'amore lesbico tra Anna e Clara: ma è raccontato con delicato erotismo, e nessuna volgarità, come si conviene a un vero amore. La presenza delle rane, alla stregua di un film catastrofico (viene in mente "Frogs", opera cult dei primi anni Settanta), punteggia la storia. I batraci prosperano, contrappunto agli umani, metafora delle trasformazioni che avvengono nei cuori e nei corpi. Sono gli unici esseri in fondo compresi, con un loro destino sicuro. Non coem gli "eroi" del romanzo, alla ricerca di un'identità messa in pericolo.


ANNA
2006-12-07 18:07:35
INTERVISTA A ELIANA MIGLIO

L'amore tra donne? È bello e pulito


Luino, paesotto lacustre di nebbia e lentezze, mesi sparsi alla fine degli anni '70. Due ragazze adolescenti, un bacio sensuale, la mano che scivola più giù, nei pantaloni, la scoperta del sesso omosessuale. "La grande invasione delle rane" (Fazi), il primo romanzo dell'attrice Eliana Miglio, racconta l'amore tra Anna e Clara, i loro giochi, i pomeriggi alla ricerca del piacere.
"Nessuna volontà di scandalizzare", spiega Eliana, 41 anni, un figlio appena maggiorenne. In realtà, "La grande invasione delle rane" (quelle che invadono i marciapiedi di Luino, quando l'acqua si fa alta) è soprattutto una storia sull'adolescenza e sui suoi turbamenti.
Anche lei ha fatto i suoi esperimenti saffici da ragazzina?
"Niente di apertamente erotico, ma l'attrazione, la curiosità, quelle c'erano. I ragazzi mi sembravano invadenti, sono arrivata tardi a desiderare di conoscerli sessualmente. Quando sei giovane quello con una donna, invece, ti sembra un amore più delicato.
Nessun imbarazzo nello scrivere di sesso fra donne?
"Assolutamente no: l'imbarazzo viene dalla morale cattolica, che mi è lontana. Non capisco perchè quello omosessuale non possa essere visto come amore bello e pultio".
Anna, la quindicenne del libro, è anoressica. Com'era il suo rapporto col corpo a quell'età?
"Complicato ma senza patologie. Non conosco nessuna donna che non sia stata in conflitto col proprio corpo, che non sia andata in ansia per un chilo in più".
Suo figlio Andrea ha letto il primo?
"È stato il primo. Era colpito, commosso. Se non gli fosse piaciuto non l'avrei mai pubblicato".
Nel libro la madre di Anna le dice: "Non sposarti con il primo uomo della tua vita, aspetta almeno il secondo". Quello con il manager Paolo GLisenti è il suo secondo matrimonio, in mezzo ci sonos state altre relazioni importanti, quella con il regista Marco Risi e quella con il presidente di Medusa CInema Carlo Bernasconi, scomparso nel 2001. QUanto conta l'esperienza per essere felici in amore?
"Conta, certo. Ma anche se l'uomo della mia vita oggi è Paolo, da ognuna di queste persone ho ricevuto moltissimo. Marco resta uno dei miei migliori amici.


GQ ON LINE
2006-12-03 18:22:08
 


RAGAZZA MODERNA
2006-12-03 12:40:44
LIBRI

Eliana Miglio

Come piccoli girini
La grande invasione delle rane
Ad appena 10 anni, Agnese ha deciso il suo futuro di avvocato. Anna, sua sorella, è chiusa nell'instabile mondo che si è costruita e vede le cose attraverso una lente appannata che distorce e sfuma.

Eliana Miglio, attrice e scrittrice, racconta le faticose tappe dell'adolescenza attraverso un romanzo a stazioni, ambientato sullo sfondo di una provincia nella quale sei personaggi rincorrono la propria identità passando attraverso i miti degli anni '70.
Come è nata l'idea?
È nata 3 anni fa per caso. È stata una specie di ricerca "interiore", un percorso di vita che ha trovato la sua forma in questo testo.
Come mai hai scelto questo titolo?
Una notte ho sognato il titolo del libro, perchè a Luino (Varese), nel posto dove è ambientato il libro e dove io ho anche vissuto, in alcuni periodi dell'anno c'è davvero l'invasione delle rane. Inoltre la rana nel libro è anche metafora della crescita personale. Lo stato di girino è la fase dell'adolescenza, periodo sempre difficile da superare.
In quanto tempo hai scritto il libro?
In circa tre mesi, ma ci è voluto un anno poi per pubblicarlo.
Quanto c'è di autobiografico nel testo?
C'è qualcosa di me in ognuno dei personaggi.
C'è un personaggio che preferisci?
Sono molto legata ad Agnese, la protagonista, perchè è molto dolce, simpatica e ha tanto affetto da dare a tutti. COmunque ammiro anche Anna, la sorella di Agnese, perchè affronta la vita e non si fa problemi per i giudizi degli altri.
Che valore ha per te la scrittura?
È un modo per prendere coscienza di se stessi, per conoscere le proprie emozioni.
Cosa consiglieresti a chi vuole scrivere?
Secondo me non si nasce scrittori, chiunque può scrivere, soprattutto gli adolescenti. Infatti incoraggio mio figlio, che è adolescente, a farlo. Consiglio a tutti di parlare con le proprie emozioni!
Di solito dove ti piace scrivere?
Questo libro l'ho scritto soprattutto di mattina, seduta alla scrivania di mio figlio mentre lui era a scuola, ascoltando le canzoni di Elisa.



ECO DEL VARESOTTO
2006-12-01 18:12:34



MAX
2006-12-01 11:23:49
ELIANA MIGLIO

C'ERO UNA VOLTA


Agnese ha 10 anni e da grande vuol fare l'avvocato. Anna, sua sorella, vive in un universo tutto suo, fatto di istinto e brucianti entusiasmi. Poi c'è la madre che coltiva depressione e rose, il padre che va e viene, e un mare di rane che (forse) sommergeranno tutto. Con La grande invasione delle rane (Fazi Editore, 140 pagine, 13 euro), Eliana Miglio passa dai set cinematografici e tv (La fuga degli innocenti e Le stagioni del cuore) alla scrittura. Dopo aver lavorato con Scola, Lizzani, Jost, Risi e Avati, Eliana si presenta in modo diverso. "Per raccontare qualcosa che già c'era: doveva solo emergere".
Il romanzo è un inno alla provincia...
"Nella mia formazione, provincia, con tutto ciò che comporta, è una parola molto importante. Mi piace perchè mette uomini, natura e animali sullo stesso piano. Lascia spazio a una cultura animista che penso mi sia molto vicina. Ho una madre baltica che ha innervato la mia formazione di armonia e senso del fiabesco".
Quanto c'è di autobiografico nel libro?
"Siamo alla fine degli anni Settanta e l'atmosfera è ovviamnete autobiografica. Sento come molto personali il pragmatismo di Agnese e la creatività di Luca. Le vite che racconto non appartengono al mio mondo, sono invece mie e le emozioni. Quello che ti capita nell'adolescenza ti segna. In quegli anni non c'è cinismo, hai una grande empatia verso il mondo. È questo che dovremmo rimpiangere dei nostri 15 anni".
Le rane del titolo fanno venire il mente quelle che piovono in Magnolia...
"In quel film i riferimenti sono biblici, io invece sono affascinata da un animale che conserva un alone di orrore e che mi sembrava l'ideale per raccontare la potenza della vita. La natura che si batte per portare avanti un progetto più grande".
Che accoglienza ti attendi?
"Sono curiosa. Per me la scrittura è sempre stata una fantasia immune dallo sguardo degli altri. Ma quando rendi pubblico uno scritto devi metterti in gioco. Per questo sul mio sito www.elianamiglio.it ho aperto un blog per confrontarmi con i lettori".


VANITY FAIR
2006-11-16 18:29:43
Eliana Miglio

Quando mi piacevano le ragazze

Da bambina "giocavo al dottore solo con le amiche". Da adolescente "mi invaghivo solo delle femmine". Dopo due mariti, un figlio e una carriera da attirce fatale, una donna che non ama le "definizioni di genere" racconta i suoi dubbi sessuali e il giorno in cui ha "scelto i maschi". Pretesto? Un romanzo "sul momento in cui i girini diventano rane"

Mio padre una volta me l'ha proprio chiesto. Avrò avuto neanche 14 anni, ma lui le cose le capiva prima ancora che accadessero. Eravamo a tavola, mi fa: "Ma tu sei lesbica?".
E lei che ha risposto?
"Mi sono quasi strozzata. Sono rimasta così, col cucchiaio per aria..."

Eliana Miglio, 41 anni, ha un secondo marito in carica (il manager della comunicazione Paolo Glisenti) e ha avuto un primo matrimonio (col produttore Matteo Levi) e due lunghe storie (una col presidente di Medusa Cinema Carlo Bernasconi, morto quando stavano insiema da sei anni: l'altra col regista Marco Risi, dal quale ha avuto Andrea, oggi diciottenne). Al cinema, attrice amata da Carlo Lizzani e da Pupi Avati, è spesso una seduttrice fatale; per il pubblico Tv, è la moglie-fidanzata della porta accanto di fiction come Non ho l'età con Marco Columbro o un Nero per casa con Gigi Proietti. Eppure...
Eliana Miglio ha appena scritto un romanzo, La grande invasione delle rane (Fazi, 139 pagine, 13 euro, in libreria dal 23 Novembre). Argomento: un gruppo di ragazzini tra gli 11 e i 18 anni cresciuti in una Luino di fine anni '70, tra radio libere, echi di manifestazioni studentesche, prime festicciole del sabato sera; Anna, 15 anni, si innamora, ricambiata, di Clara, 18; Luca, 17, deejay, si sente una donna in un corpo di ragazzo, si traveste, sogna di operarsi. Eliana premette che il romanzo non è autobiografico, che "di vero c'è solo la memoria di ambiente, perchè ho abitato a Luino tra i 5 e i 15 anni". Alla fine dell'intervista, sarà chiaro che non è esattamente così. Durante, lei riderà moltissimo di se stessa e delle sue debolezze di oggi e di allora. Spiegherà: "Sono per l'elogio dell'immaturità, contraria totalmente a diventare grande. Tutte le volte che la vita mi ha costratta a crescere non sono stata più felice".

Eliana, che cosa aveva in mente scrivendo La grande invasione delle rane?
Un romanzo sulla ricerca dell'identità, sulla metamorfosi adolescenziale, sul momento in cui il girino diventa rana. Inevitabilmente, ho toccato temi come l'amore, il sesso, la paura di perdersi, la difficoltà di essere felici, la natura col suo andamneto potente, ineluttabile".
Andamento che nel libro è scandito dalle cronache tratte dall'Eco del Varesotto sulle abitudini delle rane, di cui lei narra un'eccezionale invasione.
"La grande invasione di rane nelle strade di Luino, sul lago, l'ho vista davvero. La potenza della natura mi affascina. Quando a Luino c'è l'acqua alta, prendo sempre l'aereo e vado a vederla".
Va a vedere l'acqua alta?
"Vado a vedere le cantine allagate, i negozi sgomberati. Penso a come i nostri piani possano essere sconvolti e come possiamo ritrovarci a lottare per difendere le nostre posizioni."
E quante volte ci è andata?
"Tantissime. Il lago deborda almeno una volta all'anno".
E lei che fa, aiuta?
"Scherza? Vado con le mie galosce a guardare e basta."
Com'è stata la sua adolescenza?
"All'aria aperta, sempre sui prati, a rubare la frutta sugli alberi, una sorella più grande a cui rubavo i vestiti, un fratello maggiore che accompagnavo alle feste dei suoi amici, una madre baltica di famiglia ebrea, strairdinaria, che si è laureata a 50 anni, un padre originale della Milano by night, affascinante giocatore di poker, che rimepiva gli armadi di abiti da sartoria vinti al tavolo verde".
Perchè la ricerca dell'identità?
"Perchè anche i cinquantenni non possono fare a meno di raccontare i loro piccoli traumi adolescenziali. Le prove che superi o non superi in quegli anni sono quelle che ti segnano per più tempo, sono il panierino pesante che ci trascineremo sempre dietro. Poi impariamo a trattare, a prendere in giro anche quei fardelli che sembravano enormi".
E che cosa c'è nel "panierino" delle cose che lei si trascina da quegli anni?
"La mia indole fantasiosa, la fatica di stare coi piedi per terra, una parte di me che resta facilmente delusa, però anche una forza d'animo che mi ha fatto pensare di essere una persona speciale, convenzione che non so da dove mi venga, forse dall'essere cresciuta coi maschi, pescando e incendiando formicai".
E i suoi traumi quali sono stati?
"Per i maschi, a una certa età, diventi un oggetto sessuale, non sei più la compagna di banco con la merenda nella cartella, sei un insieme di curve da limonare. Tu, però, ti rifiuti di vederti così. E tuttavia loro sospettano delle cose di te, si convincono che hai una vita privata più intensa di quella che sicuramnete hai. Tu ti sei solo messa le calze di tua sorella, loro si fanno chissà quali fantasie".
E lei ne soffriva?
"Per me quegli anni sono stati condizionati dalla morte di mio padre. Ha sofferto due anni e mezzo, io avevo 17 anni  quando se n'è andato e questo mi ha messo dentro molta malinconia. Ho imparato a razionalizzare solo quando sono morti altri padri di amiche. Non è cinismo, ma quando perdi un genitore pensi che chi non ha vissuto certe cose tremende non possa capirti . Ci ho messo tanto a perdonare gli altri per aver avuto vite molto più facili della mia".
Quale personaggio del libro le assomiglia di più?
"C'è qualcosa di me in ognuno di loro. Agnese, la sorellina di Anna, mi somiglia in certi bronci, nella sua voglia che il mondo sia giusto a costo di rimetterci. Anna ha le mie fatiche esistenziali, i miei abissi emotivi. Di Clara mi diverte il lato glamour, la capacità di "caricarsi da sola", come me quando ascolto Madonna e ballo sfrenata in casa. Luca mi assomiglia nei suoi dubbi sull'identità".
Dice sul serio? Luca vuole cambiare sesso...
"Fa il DeeJay a Radio Luino: anch'io a 12 anni mettevo i dischi con le dediche".
E i dubbi sessuali?
"Ehhh...Ma quelli ce li ho ancora adesso. Le amiche del cuore mi dicevano: "Se fossi un maschio sarei innamoratissima di te". C'è un tratto in me molto molto autonomo, indipendente, penso sia stato per questo che ho fatto scelte forti come avere un figlio giovanissima, tirandolo su da sola".
Insisto: Lei voleva essere un maschio?
"Io sono anche un maschio. Lo sono più di un sacco di gente che conosco. A quell'età, non volevo proprio definirmi. Ancora oggi non mi piacciono le definizioni di genere e mi piacciono le cose che possono fare i maschi. Trovo che siano più di mondo delle donne, non restano legati a ruoli che non esistono. Per esempio, quando mi lascio con un uomo, per me è finita e basta: non mi frega di essere l'ex di qualcuno. Il maschio non è mai l'ex marito di qualcuno".
Lei, con il suo passato sentimentale, sarebbe molte ex cose.
"Invece sono una persona tutta di cose ancora da fare. Il mio cuore, la mia fantasia, hanno sempre voglia di diventare altro. Nonna, magari ancora madre..."
I ragazzi di Luino come la vedevano?
"Venivano a prendermi in Vespa, ma non avevano tanta voglia di fidanzarsi con me, mi ritenevano troppo complicata".
E a lei piacevano i ragazzi di Luino?
"Non ne ho mai avuto uno".
Mai?
"Vabbè, ho dato qualche bacetto. Però il primo innamoramento è venuto trdissimo, forse a 19 anni, quando già non abitavo più lì".
Come mai?
"Sinceramente, fin lì i maschi non avevano avuto per me molta importanza. Non mi interessavano, non mi "Innamoravano". D'accordo, glielo dico: semmai, mi invaghivo di più delle femmine".
Fantasie e basta?
"Le ragazze che mi piacevano, di solito, erano fidanzate con ragazzi a i quali tntavo di sottrarle. Ma erano corteggiamenti di cui non si dovevano mai accorgere più di tanto. Alla fine qualcosa ottenevo".
Cioè amicizia, complicità?
"Che dice? Bacetti, cose così. Anche da quelle fidanzate".
Ma non soffriva alla scoperta di un'attrazione per il suo stesso sesso?
"Per niente".
Si sentiva omosessuale?
"Non ero consapevole e la "non consapevolezza" ti consenste di non scegliere la tua identità per un tot di tempo".
Paura?
"No, anzi: mi sentivo potente. I turbamenti li avevo coi maschi. Con loro era un po' una roba che si doveva fare e loro erano invadenti, volavano metterti le mani addosso e io trattavo: sopra poi, di qui in giù no..."
La prima ragzza di cui si è invaghita?
"Prestissimo. penso alle elementari. Ho giocato tantissimo al dottore e sempre e solo con bambine".
Ha poi avuto un grande amore femminile?
"Sì e ci ho sofferto tanto".
Era fidanzata con un ragazzo?
"Con uno? Con diversi. Era una seduttrice, non aveva intenzione di fidanzarsi con me".
Però qualcosa c'è stato?
"Dei baci, ma quelli non li considero una storia".
Quante storie al femminile ha avuto?
"Non le ho contate, queste sono cose che fanno i maschi veri. L'orribile è che tutte mi lasciavano per dei ragazzi".
Le ragazze fidanzate che lei approcciava non si spaventavano?
"Mai incontrato una donna che si spaventasse. Erano come me. E, a quanto ne so, oggi sono tutte sposate e con figli. Quella è stata una fase della mia vita e si è conclusa. Intorno ai 18 anni, su pressione dei soliti maschi, ho fatto un'altra scelta".
Una scelta? La sessualità non è data dalla natura?
"Sì, però per alcune persone non è così chiara. Spesso, nei momenti di passaggio, può capitare di avere un'amicizia più forte con una persona del proprio sesso. E, a volte, puoi incontrare una persona del tuo stesso sesso e sentire un'esplosione di ormoni. Glil'assicuro, è una sensazione bellissima".
Da adulta, le è più capitato di innamorarsi di una donna?
"Sono cose che devono capitare in due. Magari è capitato a me di infatuarmi di una donna, o a una donna di infatuarsi di me, ma mai contemporaneamente le due cose. In più, avendo avuto un figlio, ho tenuto fede alla mia scelta. Intanto, è decisamente migliorato il mio rapporto con gli uomini".
E perchè alla fine ha scelto loro, gli uomini?
"Perchè ho un forte bisogno di protezione. Ho anche un lato di persona che si accoccola".
I suoi compagni non hanno mai avuto paura del suo passato?
"Veramente non ho mai sentito il bisogno di raccontarglielo".
Lo sta facendo con quest'intervista.
"Però è diverso dal creare una complicità su questo. Sa, i maschi sono capaci di strani pensieri. Sono tutti un po' guardoni".
Suo figlio ha letto La grande invasione delle rane?
"Sì, e mi ha detto: "Mamma, è tutto così vero". Il difficile è stato farlo leggere a mio marito".
Ha intuito qualcosa?
"Temo di sì. Io gli ho detto: mica la moglie di Stephen King si aspetta di essere accoltellata tutte le notti nel letto dal marito...".







CORRIERE DELLA SERA MAGAZINE
2006-10-26 18:48:02

A GUARDARE IL SUO BOOK DI FOTO non ci crederesti. Occhi viola, abito in tinta, scollatura che poco o nulla nasconde. Tutta raggomitolata, flessuosa, magra, sguardo fulminante. Morbida seta che scivola via, che fa vedere e non vedere. Ma sul divano bordò della sua casa in piazza del Pantheon, a Roma, Eliana Miglio in jeans aderenti e all star bianche e blu, capelli lunghi e biondi, è una diva acqua e sapone che sembra la sorellina maggiore del bellissimo figlio 18enne, Andrea. Attore esordiente con francesca Archibugi, alla madre somiglia come una goccia d'acqua.
Le pose da femme fatale, l'attrice - che si è fatta le ossa con registi come Pupi Avati e Carlo Lizzani - le ha messe da parte da qualche tempo ed è tornata bambina. Anzi, per l'esattezza è tornata adolescente, alle stagioni del primo amore. regressione? Macché. Neosposina a piedi scalzi del manager della comunicazione Paolo Glisenti, responsabile dei rapporti istituzionali del Comune di Milano, si è dedicata a scrivere un romanzo speciale, La grande invasione delle rane (in uscita da Fazi Editore).
Il titolo non inganni. Non si tratta di un racconto ecologico, le rane c'entrano ben poco: servono solo a creare una perturbante atmosfera in una gracchiante e umida Luino, patria letteraria di poeti, artisti, uomini di spettacolo: da Vittorio Sereni a Piero Chiara, a Nanni Svampa e Enzo Iacchetti, nonché della stessa Eliana, tanto per mescolare sacro e profano.
Un'atmosfera necessaria per raccontare con tono disinvolto e lieve le adorabili perversioni di ninfette e ninfetti di provincia che amano il travestitismo e indossano sottovesti materne e toppini della sorella. Il giovane DjLuca di radio Luino International, che veste con reggicalze e camiciole di seta e manda atutto spiano "Sì viaggiare" di Lucio Battisti (siamo alla fine degli anni '70), si incontra con i più maturi corteggiatori. E ci sono poi due deliziose "cattive ragazze" che conoscono il battesimo dell'amore tramite reciproce tenerezze e si intrattengono complici sotto le coperte. Anna è la più fragile. È innamoratissima e anoressica. Clara più prosaica e sensualmente più ambivalente. Alla fine, stanca di tante dolcezze, si fa cogliere in flagrante tradimento con un bel palestrato.
Tanta malizia e molto realismo. Autobiografia? "Posso dire che storie così, come quelle di Anna  e Clara, anche se non le avessi avute, certamente le avrei volute. Sono andata a riguardare un pezzo di vita che mi porto dietro e dentro da quando ero piccola. Sono vicende che non sono una rarità nella vita degli adolescenti. Lo so, perché io sono come un segugio, annuso i disagi, le difficoltà. Mi sono dedicata per circa due anni a questo romanzo. La mattina, quando Andrea era a scuola, mi sedevo alla sua scrivania, al computer. Il mio scopo? Coinvolgere con questo racconto proprio i ragazzi che hanno la stessa età di Andrea."
I genitori sono severi, distanti - il padre è farmacista ed è chiuso nel suo mondo di rane sottovetro, la mamma in abito color fragola di Laura Ashley con le cesoie decapita nervosa le rose - e l'inquietudine scorre tra gli acquitrini e le pozze di Luino, ombelico del mondo.

MA NON CHIAMATELE MELISSE P.
Piccoli peccatori crescono: siamo di fronte a tante Melisse P. un po' avanti negli anni e in trasferta sul Lago Maggiore (la casa editrice è la stessa, Fazi)? "Ma no, il mio libro non ha niente a che vedere con storie di percolose trasgressioni. Sono normali inquietudini nella vita dei più giovani. Tiro fuori quella parte meno evidente degli under venti. Una specie di magma sotterraneo che però ti segue tutta la vita e che ogni tanto riemerge".
GLi adolescenti di ieri, per Eliana, sono quelli di oggi. E lei lo chiama "magma" ma è sinonimo di sesso che ti fa perdere la testa. Tra le piccole "cattive" ragazze c'è nel libro pure Agnese, ragazzina dodicenne con le croste sulle ginocchia per le cadute dalla bicicletta, che scambia lascivi baci e abbracci con un trentacinquenne assai poco affidabile. Come nasce la sua Lolitina? "Ho potuto scrivere queste storie perché percepisco tutto quello che ho raccontato come un passato  molto lontano. Ho cominciato a lavorare molto presto e anche questo mi ha aiutato a dimenticare parti di vita. Mio padre è morto quando io avevo 17 anni. Un episodio che mi ha segnato. Basta un esempio: una volta, nel film La via degli angeli, Avati aveva deciso che in una scena dovevo piangere a dirotto. Per essermi  più vicino mi ha detto "è come se fossi tuo padre". Ha ottenuto l'effetto desiderato. Dopo aver lasciato Luino sono stata in giro. Dalla Germania al collegio a Cortina a un'esistenza nomade in vari luoghi e città. Poi sono approdata a Roma, mi piaceva, era molto caotica e divertente. Abitavo con un'amica napoletana e i miei amici erano per lo più giovani artisti squattrinati. Ho esordito in passerella e poi ho incontrato il padre di mio figlio, Marco Risi. Dopo Marco, con cui peraltro siamo molto amici, nella mia sfera sentimentale non ci sono stati altri registi, uno mi è bastato".
Dopo la scomparsa nel 2001 del suo compagno di anni, Carlo Bernasconi, presidente della Medusa Film, per Eliana tutto è cambiato. Questa estate  si è sposata - il neoconsorte è un po' dovunque nel salotto, immortalato in foto con Letizia Moratti, con cui lavora, o con Luca di Montezemolo - ha una nuova vita mondana. Mentre le amiche sono quelle che l'hanno sostenuta sempre, da edvige Fenech a Jasmine Trina, a Iaia Forte. "Il lavoro è la mia vacanza. Sul set sono una robusta. Sopporto la fatica, la scene mille volte ripetute, il freddo, la neve, come in Bulgaria dove abbiamo girato La fuga degli innocenti con Jasmine Trinca edEnnio Fantastichini. Ma questo non mi stanca; è la vita che mi stressa. Ho difficoltà anche ad andare alla posta e pagare la bolletta. Per liberarmi dalla fatica mi metto a scrivere". E così è nato un racconto a volte divertente, a volte tragico ma sempr allusivo. Ma sul set scene audaci le ha mai girate? "Mai. Nessuno me lo ha mai proposto. Mi è dispiaciuto non essere apparsa sullo schermi senza veli. Per un'attrice è importante entrare nell'immaginario delle persone anche fisicamente. Non è detto che non accada in futuro. Ancora ci spero". Che dire? Dalla letteratura allo schermi: mai dire mai per le maliziose signorine di Luino.


TV SORRISI E CANZONI
2004-08-01 06:07:46



Sette [n6]
2004-06-01 06:06:48



IL MESSAGGERO TV [anno3 n12]
2004-03-23 06:05:49



TV7 [n9]
2002-09-01 06:04:38



Sette [n9]
2001-09-01 06:01:44



TV7 [n4]
2001-04-01 06:02:40



CIAK [anno13 n12]
1999-12-01 05:47:32



TV Sorrisi e Canzoni [anno 47]
1998-12-06 04:49:14



La Repubblica - Trova Roma
1997-09-11 04:48:12



TV film [n31 anno4]
1996-08-03 04:46:50



Home    Biografia    Gallery    News    Blog    Rassegna Stampa    Contatti    Recensioni  
  Filmografia    Libri    Showreel